|
|
Bruno Roghi
Nasce a Verona il 24 aprile 1894, da Clara Taidelli e Angelo Roghi, avvocato e medico.
Lino Oppio, cresciuto alla scuola di Bruno Roghi, scrisse " era nato a Verona, ma diceva che la sua vera patria era Sanguinetto, ve lo avevano portato pochi giorni dopo la sua nascita, a Sanguinetto ha avuto latte e musica".
In quegli anni nel teatro, stagioni d'opera lirica sono organizzate dal maestro Gaetano Zinetti, compositore e direttore d'orchestra.
Nei suoi primi anni, quindi, Roghi ascolta le prove dei cantanti di ogni opera messa in scena e comincia a pregustare ciò che diventerà la sua grande passione: la musica.
L'intera famiglia si trasferisce successivamente a Milano.
Bruno Roghi si laurea in giurisprudenza all'università di Pavia e contemporaneamente segue corsi al conservatorio di Milano dove consegue il diploma in pianoforte.
Nel corso della prima guerra mondiale è ufficiale mitragliere, viene ferito e decorato.
Al rientro dal conflitto entra a far parte di uno studio legale dove svolge l'attività d'avvocato, ma il sogno nel cuore rimane quello di diventare un concertista, la sua giornata inizia sempre alla tastiera del pianoforte.
Il futuro di pianista è sicuramente promettente, ma in lui sta nascendo anche una forte tendenza a scrivere.
E' stato critico musicale di una rivista che si pubblicava a Milano nei primi anni '20.
Una sera il capo redattore de La Gazzetta dello Sport, signor Fanti, gli propone di descrivere un incontro di scherma.
Lo fece evidenziando novità nel linguaggio e nel modo di vedere l'avvenimento sportivo e per questo fu chiamato a far parte della redazione de La Gazzetta dello Sport.
Debuttò a Genova domenica 20 gennaio 1924, con la partita della nazionale persa 4 a 0 contro la Germania.
Descritte da Lui, una partita, una corsa di cavalli, il giro d'Italia diventarono qualcosa di molto simile a favola o leggenda.
E' stato il primo ad inserire nel linguaggio sportivo le similitudini ed a sotto intendere, nelle sue cronache, tutto ciò che non è essenziale.
Per Bruno Roghi il momento sportivo più strepitoso è il giro d'Italia.
Segue il calcio, l'ippica, ama i cavalli ma il giro d'Italia più di tutto lo conquista.
La sua poetica è talmente bella che riesce a trasmettere tutto quello che oggi riusciamo a cogliere dall'immagine televisiva.
Fu inviato speciale della guerra d'Africa del 1935-36 e di quell'esperienza ci lascia anche un libro dal titolo "Tessera verde in Africa Orientale".
Nel corso della sua vita ha pubblicato altri libri tra cui "Allegro assai" che assomiglia molto ad un'autobiografia.
Nel 1936 fu nominato direttore de La Gazzetta dello Sport.
Rimase direttore della testata, con una breve interruzione nel corso del secondo conflitto mondiale, fino al 1947.
Dal 1947 al 1960 diresse il Corriere dello Sport di Roma e negli ultimi sei mesi della sua vita fu direttore di Tuttosport di Torino.
E' l'unico giornalista ad aver diretto i tre quotidiani sportivi italiani.
Muore a Milano il 1 febbraio 1962.
E' stato definito "il poeta dello sport", "il Dannunzio dei novanta minuti", "il primo uomo di cultura il quale, avvicinatosi allo sport, lo abbia compreso e se ne sia innamorato sino al punto da diventare un cronista di insuperabile sensibilità".
Giovanni Mosca, nel momento del congedo ha scritto: "perdiamo un amico, un giornalista eccezionale, un talento non comune, un intelligenza superiore".
Il Vincitore dell'edizione 2004 è:
AQUILINO E NICOLA CINQUETTI, con "PASSIONE PALLONE"
BRUNO MONDADORI |
 |
Il Vincitore dell'edizione 2001
(premiato sabato 22 settembre) è:
LUIGI GARLANDO, con "LA VITA È UNA BOMBA"
Piemme Junior, serie Il Battello a Vapore, 2000 |
 |
Per informazioni:
Comune di sanguinetto - via Interno Castello, 2 - 37058 Sanguinetto (Verona)
Segreteria: Maria Rosa Rigoni, Anna Lucchini - Tel. 0442 81036 Fax 0442 365150
E-Mail: info@comune.sanguinetto.vr.it
|